DOMENICO MORELLI

Domenico Morelli (1823-1901)

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DOMENICO MORELLI


Uscito dall'Accademia si sentì subito rinfrancato da quel nuovo soffio di verità che veniva dai campi. E senza voler di proposito imitare nessuno neppure Palizzi che influiva su di lui facendogli odiare tutto quanto di convenzionale, di accademico altri seguivano affrontava il problema della luce, pure rimodellando le forme sugli schemi del Seicento napoletano dello Stanzione e del Cavallino. Al tempo stesso la teoria estetica di Francesco De Sanctis, l'arte come realizzazione del fantasma, trovava un appiglio immediato e sicuro nella sua anima di artista dall'impetuosita fantastica.

Con I Martiri portati al cielo (1848) Morelli segna il primo notevole distacco dalla vecchia scuola. Nello stesso anno dipinge Cesare Borgia, Borgia all'assedio di Capua, I Martiri al rogo e I corsari. In 20 anni, dal '48 al '65, si compie la prima fase d'ardimentosa ricerca del focoso giovane, figlio di una popolana di Santa Lucia. Nelle sue vene pulsa la passione romantica che lo spinge sulle barricate insieme con Altamura; il suo romanticismo e l'espressione di un'epoca eccitata dalla musica verdiana: l'autore del Nabucco, dell'Ernani, del Macbeth non tarda a riconoscersi nel pittore dei Vespri e di Otello che soffoca Desdemona o di Re Lear che passa nella bufera portando sulle braccia il corpo di Cordelia. Si direbbe che un ritmo musicale accompagni le palpitanti scene che questo figlio illegittimo dell'Accademia vive nella propria immaginazione, ma che prima ancora di meditare sulla Bibbia e il Vangelo, o sui drammi e i poemi di Shakespeare, del Tasso, di Hugo, di Byron, leggeva nel proprio cuore. Le immagini che gli si affollano nella fantasia nascono da lunghe e spesso angosciose meditazioni, e si delineano in tanti modi diversi. Gia nei Corsari la fantasia del Morelli esplode con la particolare efficacia rappresentativa di un melodramma rappresentato all'aria aperta, tanto naturale e lo scenario di quel tratto della costiera amalfitana dove l'autore immagina che avvenga pittoresco episodio. Egli era rimasto tuna la notte in attesa dei priori raggi del sole per studiarne gli effetti. E non vi e dubbio che questo e i tre altri dipiu.ti di quells sua fase iniziale siano quanto di più espressivo abbia prodotto la vigilia d'arte di Domenico Morelli, e quanto di meglio possa vantare la storia dell'arte italiana in quel periodo che, mentre chiudeva il passato della pittura storica, segnava gli albori della nuova arte.
Il concetto del quadro «finito, dell'evidenza della forma costrutta secondo i modelli della tradizione paesana, per questo artista nuovo si attua in una necessità essenziale di estrinsecarsi  vigorosamente, specie nei bozzetti di cui ii suo studio era pieno e in cui Bernardo Celentano scopre l'immanente modernità della visione pittorica morelliana. Lo stesso Morelli glie l'aveva fatto intendere o presentire o supporre al di la di quel che vedeva, a proposito degli Iconoclasti (1855), per «il suo fare tutt'opposto all'andazzo e alla leccatura di scuola», come Celentano scrive elogiando la qualità spontanea che il suo amico aveva di esprimersi con i più semplici mezzi pittorici.

Quando, sei anni dopo l'esposizione al Museo Borbonico, il quadro fu presentato alla Promotrice di Firenze, nel 1861, il primo avvenimento artistico nazionale, insieme a due altre sue grandi tele pilù recenti: Mattinata fiorentina e Bagno pompeiano, il successo fu tale che il suo nome levò gran rumore in tutta Italia. Telemaco Signorini se ne ricordera in un suo articolo: «Il pubblico fu entusiasmato per l'ottica illusione di girar dietro alle figure del Morelli come a quelle di uno stereoscopio ...»
In quello stesso anno in cui l'arte napoletana trionfava nella prima mostra nazionale di Firenze, il celebre pittore catalano Mariano Fortuny vedeva per la prima volta la pittura di Morelli e scopriva che pittore partenopeo aveva detto una parola nuova, rivelando l'essenza della luce nel colore che «a Napoli arriva come una vibrazione orientale», come scrive un critico spagnuolo autore di una monografia sul Fortuny, e di cui Angelo Conti traduce letteralmente quanto segue: «Di questa luce, di questo colore venuti da lontano ebbe la rivelazione Fortuny guardando Morelli, il quale credo ch'egli non conoscesse ancora di persona.» E aggiunge: «Da questa data cominciava la seconda maniera di Fortuny.»
Pare si tratti del Bagno pompeiano dove la luce piovente avvolge le figure femminili quasi nude», commenta Angelo Conti. Una sensazione di tepore e di respiro orientale, qualcosa come una carezza che sfiori le carni sode.
Dunque niente Fortuny, niente spagnolismo. Morelli, questo maestro calmo e irruente, gioso e profondo, ardente e voluttuoso e lirico, ha dell'antico il gusto della espressione più raffinata, e del moderno l'impeto ardito e spesso imprevedibile. E ha lo slancio drammnatico di Verdi. Talvolta ecco il tragico pittore che dipinge, con la concupiscenza di un asceta, la bocca carica di baci, il seno scoperto e il ginocchio nudo, simile a una rasa nell'ombra, della donna sotto la stuoia nelle Tentazioni di S. Antonio.
Accanto alle grandi tele compiute, Morelli esprime in sintesi la sua nuova concezione estetica che riassume in questi due termini: colore e poesia. Poesia sempre, in tutto ciò che vede, pensa e crea con la fantasia. Ed egli sarà per tutta la vita eccitato dal desiderio squisito di supermento dell'espressione e della tecnica. Ogni sua idea lo lascerà per sempre dubbioso, insoddisfatto.
Numerosi saranno i quadri ch'egli rifarà nell'intento di perfezionare l'immagine lungamente meditata, per renderla la più efficace possibile.
Poi, con sorprendenti quadri e bozzetti, la pittura del Morelli diventa sintesi, a partire dal 1860-'65, cioè da quando la sua scuola sintetica e idealistica si afferma a Napoli, contra i rigidi e falsi rigorismi di accademia. Però la prima riforma morelliana della pittura, che si diceva «storica» e che in parte continuava con il Boschetto, il Toma, il Cammarano, sfocia in una generale interpretazione del soggetto preso a trattare e si riallaccia a tutta la riforma operata dal '60 in poi. Il primo Morelli l'aveva intuita, vedendo l'opera d'arte moderna basata sulla analisi delle passioni e degli avvenimenti, ma con una superiorità di gusto fuori del realismo aneddotico borghese e della retorica sociale. Egli porta l'analisi nei temi già sfruttati e diviene il critico del soggetto prima di esserne l'artista, umanizzando prima la leggenda del Santo nel Deserto e poi tutto il ciclo delle sue originali leggende cristiane di cui l'Uomo Dio è protagonista.
La seconda riforma del Morelli e quella tecnica, poichè lo stile non rispondeva più alla nuova materia pittorica. Morelli modificò essenzialmente la sua pittura mentre insegnava ancora suo maestro don Camillo Guerra, al quale si deve tuttavia riconoscere il merito di aver liberato gli alunni dalla schiavitù dei modelli statuari e, precorrendo il Mancinelli, di averli avvicinati ai termi della tradizione italiana.
Ogni nuovo quadro di Morelli è un colpo assestato agli ultimi rappresentanti della vecchia scuola, che furono ben lontani dall'affrontare il problema centrale della pittura. Morelli, con la vitalità del suo impeto innovatore e con la sua personalità cosi piena di fascino, crea l'accordo squisito tra contenuto e forma, tra concetto ideale o fantastico ed espressione reale. Ma dal punto di vista strettamente didattico, una vera e propria scuola morelliana non e mai esistita rispetto a quella del naturalismo palizziano, appunto per la prestigiosa personalità dell'artista. Infatti la numerosa schiera dei suoi seguaci, troppo infatuati, era per lo più composta di mediocri che lo seguivano a rilento, o di ignoranti che ne fraintendevano lo spirito colto, mentre i più dotati giungevano troppo tardi per raccoglierne l'insegnamento ad eccezione di Toma e poi di Mancini, Migliaro, Esposito, ai quali il maestro, come    già coi più anziani, potè,ugualmente giovare avendo aperto per loro un ambiente nuovo, sulle basi solide di quel principio accademico di cui, per potersi rinnovare, volle egli stesso intelligentemente provare.

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